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Vie ferrate più famose nelle Dolomiti

Volete arrivare in alto? Numerose vie ferrate ben protette Vi portano sulle vette più famose delle Dolomiti. Dopo l'arrampicata, sarete compensati da una vista panoramica mozzafiato, che si apre sulle bizzarre forme rocciose delle Dolomiti. Durante la Grande Guerra, anche le Dolomiti sono state teatro di guerra. Per questo motivo, ancora oggi, nel territorio del vecchio fronte, le diverse vie ferrate basano sui vecchi sentieri militari.

 

Dolomiti di Sesto ed Auronzo

Come Dolomiti di Sesto ed Auronzo si intende la zona montuosa al limite nordest delle Dolomiti, tra la Val Pusteria e la Val d’Ansiei, la Val di Landro e il Passo di Montecroce. La zona è articolata in diversi sottogruppi e catene montuose.
Le vie ferrate delle Dolomiti di Sesto, che si trovano lungo la linea del fronte della Prima Guerra Mondiale, tra Monte Piano - Monte Paterno – Cima Undici – Croda Rossa, derivano in gran parte da vie di guerra.

Torre Di Toblin, m 2617

La massiccia ma non molto alta Torre di Toblin si trova a nord del Rifugio Locatelli, nel triangolo tra Forcella di Toblin, Forcella di San Candido e Passo dell’Alpe Mattina. Assieme alla Torre dei Tre Scarceri, che si trova più ad ovest, questa cima di modeste dimensioni, si trova isolata e appariscente sull’altipiano carsico a nord delle Tre cime. Grazie alla sua posizione, la Torre di Toblin, attrezzata con due ferrate, si offre come pulito panoramico in uno spettacolare circondario. 

Traversata in ferrata: La lunga serie di scale della Ferrata Nord, verticali ed esposte lungo un ombreggiato camino di circa 100 metri di altezza in salita, e la facile Ferrata Feldkurat Hosp, lungo il costone nordest come discesa, offrono una breve e divertente traversata.

Caratteristiche: Dopo breve accesso all’attacco dal Rifugio Locatelli, si segue una lunga fila di scale in parte verticali, fissate in un camino severo ed ombreggiato che sbocca sulla cima. In discesa si segue il costone nordest, per facili gradoni, a tratti esposti.

Partenza: 

Dal Rifugio Auronzo ( m 2320)
Totale: Salita 390 md, Discesa 390 md; Tempo occorrente: ore 4.15

Accesso alla ferrata: Dal Rifugio Auronzo sul frequentatissimo itinerario per la strada di servizio alla Forcella Lavaredo (m2454) e traversando il ghiaione del Paterno , al Rifugio Locatelli (m 2405). A nord del rifugio per il sentiero alla sella tra Sasso di Sesto e Torre di Toblin, lungo il suo versante sud-ovest e girando a nord, all’attacco della ferrata (m 2510 ore 1.50).

Descrizione della ferrata: Dal ghiaione ai piedi della parete nord si raggiunge il terrazzo detritico all’inizio delle scale per i facili gradoni di un diedro. La salita si svolge per la lunga serie di scale in ferro, fissate nel camino stesso, presso i rottami in legno del percorso di guerra. L’imianto attrezzato con corde per l’assicurazione, porta alla forcella intagliata tra le cime. Dopo breve traversata a sinistra, della Torre di Toblin (m 2617, ore 0.25)

Discesa: La Ferrata Feldkurat Hosp, ben attrezzata e segnata con triangolo rosso, segui i facili, ma esposti gradoni lungo la rampa inclinata del costone nordest, che termina a cresta sul dosso detritico che degrada verso la Forcella di San Candido. Traversando il pendio detritico sul versante est, la traccia di sentiero riconduce alla zona del rifugio (m2405, ore 0.45)

Via di ritorno: Lungo il tracciato per la Forcella Lavaredo (m 2454) percorsa nella via di accesso, si torna al parcheggio del Rifugio Auronzo (m 2320, ore 1.15).

Strada degli Alpini

La “Strada” degli Alpini è una famosa via di guerra, che parte dal ghiaione della Busa di Dentro iniziando su cenge intagliate nelle pareti verticali, traversa il versante ovest e nordest della Cima Undici e porta al Vallon Popera il Passo della Sentinella. In condizioni favorevoli il tracciato lungo il versante ovest della Cima Undici risulta meno difficile, la difficoltà della traversata dell’impervia parete nordest invece, dipende dallo stato di innevamento (corde e scale sono state rinnovate nel 1992). Nel caso di condizioni avverse, si consiglia la discesa per la Forcella Undici.

Partenza: Dal Rifugio Carducci (m2297)
Totale: Salita 490 md, Discesa 1200 md, Tempo occorrente ore 5.00

Accesso alla Ferrata: Partendo dal Rifugio Carducci (m 2297), per mulattiera, si sale alla Forcella Giralba (m 2431).
Sul versante nord, oltre la forcella, si devia a destra. Il sentiero sv. verde-blu porta al piano carsico della Lista, dove si incontra col sentiero sv. 101, via di accesso dal Rifugio Comici-Zsigmondy. In discesa per roccette e detriti (deviazione del sentiero non segnato per il Monte Popera) si raggiunge il ghiaione sotto la parete che ricade dalla Busa di Dentro (Cascata). Il marcato sentiero traversa il ghiaione e porta all’inizio della Strada degli Alpini per la Cengia Salvezza (m 2380, ore.50).

Descrizione della ferrata: In esposta traversata per stretta cengia attrezzata con corda fissa lungo la parete verticale della Torre Mitria si aggira lo spigolo per traversare nel profondo, impressionante camino sul tracciato scavato nella roccia strapiombante. Passato un breve tratto di ghiaccio nel fondo (gradini), si esce sul versante opposto. La cengia attrezzata porta all’impervio vallone Busa di Fuori. Attraversato il ripido nevaio sul fondo della gola (traccia), si continua per la cengia che aggira la Torre Undici e porta al grande pendio detritico sul versante ovest della cima Undici. Il sentiero sale tra i massi, traversa il ghiaione in salta a sinistra e porta alla spalla sotto l’appicco della cresta nord (m2620, ore 1.15, segnaletica,cambio di versante).
Lungo la parete nordest l’itinerario attrezzato con corde nuove continua per marcate cenge e brevi tratti di passerelle in legno passando sotto la roccia a strapiombo (in prima estate si passa per il vuoto dietro i resti della valanghe). In discesa per una rampa inclinata si raggiunge il grande e impervio Canalone Coutandin colmo di ghiaccio fino alla cresta. Giunti allo stretto sbocco ad imbuto del canalone, si sale sul margine esterno per rocce levigate su aeree scalette ( a volte danneggiate). Nel seguente tratto la via continua esposta per cenge. Infine si sale a destra in tornanti per il nuovo sentiero segnato, che porta ad un punto più alto, scendendo brevemente si arriva al Passo della Sentinella (m2717, ore 0.45).

Discesa: La discesa nel ghiaione sul versante sudest inizia per sentiero detritico in tornanti lungo il primo tratto molto ripido che richiede prudenza se ancora innevato. Poi il sentiero sv. 101 porta al crestone della gigantesca morena e lo segue per tutta la lunghezza. Raggiunta la zona erbosa, si passa dal Laghetto di Popera per raggiungere il Rifugio Berti (m1950. ore 1.30)

Discesa a valle: Per la via di salita si orna al Rifugio Lunelli (m1568 , ore 1.30)

Klettersteig BonacossaKlettersteig Paternkofel mit Blick auf die Drei ZinnenKlettersteig zum Gipfelkreuz der RotwandspitzPisciadu Klettersteig in den Dolomiten

 

Cresta di Fanes

Viene chiamata cresta di Fanes, dal nome delle cime più alte, la catena montuosa che inizia col massiccio del Monte Vallon Bianco la limite nordest e si estende verso sud per Cime Furcia Rossa, Monte Castello , Monte Cavallo e Punte Fanes fino al Lagazuoi. 
Nella Prima Guerra Mondiale la Cresta di Fanes era linea di fronte. Con la “Via della Pace”, con tratti attrezzati, vennero ripristinati in parte i tracciati di guerra tra le postazioni lungo il poco noto tratto settentrionale della cresta.

Punta Fanes Sud, m 2980
Vista della Forcella Travenanzes, l’erta torre della Punta Fanes Sud, che s’innalza dominate oltre la cresta del Lagazuoi delle più marcate cime del gruppo. Come la vicina Torre Fanes per le sue via in roccia, così la superba cima di poco al di sotto dei tremila è molto nota per la Via Ferrata Cesco Tomaselli, che porta alla cima in traversata. Questa via molto impegnativa ed esposta, tracciata in parte lungo vecchi percorsi di guerra, è di facile accesso perché si trova a poca distanza dal Passo Falzarego con la funivia al Lagazuoi Piccolo e viene perciò frequentata da (talvolta troppi) numerosi appassionati.

Ferrata Cesco Tomaselli

Iniziando dal terrazzo roccioso presso il Bivacco Della Chiesa la ferrata sale ripida ed esposta in salita per l’erta parete ovest, la mattino ombreggiata. Il passaggio più difficile, che si trova sopra l’attacco, richiede azione decisa e forza di braccia. Anche nel tratto superiore, oltre il terrazzo detritico a mezza altezza. La via prosegue impegnativa e in notevole esposizione. Pure la discesa alla Selletta Fanes per le rocce spioventi del versante nordest e per un salto verticale, fa parte della via.

Caratteristiche: La Ferrata Tomaselli offre una traversata della Punta Fanes Sud, con salita per la parete ovest e lo spigolo sud e discesa per la più breve parete nordest ed est. La ferrata si svolge per roccia solida ma molto impegnativa.

Partenza: Dalla Funivia del Lagazuoi (m 2752)
Totale: Salita 470 md, Discesa 870 md, Tempo occorrente ore 5.00

Arrivo: Al Passo Falzarego (2117 m, parcheggio della funivia)

Salita con impianti: Con la Funivia del Lagazuoi;

Accesso alla ferrata: Dal Rifugio Lagazuoi si segue la pista sciistica in discesa per la Forcella Lagazuoi. Traversando poi verso nord col sv. 401, si scende alla Forcella Travenanzes (m 2507, cartelli, fin qui anche in salita diretta dal passo). Il sentiero sv. 20 B prosegue verso nord sotto le rocce del Lagazuoi Grande in lievi saliscendi lungo i ghiaioni. Oltre una selletta, nel ghiaione sotto la Punta Fanes Sud, si sale a sinistra, alla Forcella Grande (m2665). Passati in galleria al versante ovest, si scende a destra, al vicino attacco della ferrata (m2660, ore 1 sul terrazzo roccioso si trova il Bivacco Della Chiesa).

Descrizione della ferrata: La via inizia ripida in un ombreggiato anfratto. Dopo breve salita si traversa a sinistra per roccia poco gradinata e levigata dall’usura, passando sotto uno strapiombo (corda fissa doppia, tratto più impegnativo della via). Le corde fisse proseguono per la parete esposta, per roccia a tratti verticale, ma salda e ben gradinata e portano al tratto meno ripido, in parte a terrazzi detritici a mezza altezza della parete. In salita obliqua a sinistra per traccia di sentiero, si raggiunge il bivio per l’Alta Cengia del Fanes Corde fisse che continuano a sinistra). La ferrata prosegue in salita per ripide placche a destra. Raggiunto un pulpito presso lo spigolo, si sale esposti per l’erta parete. Superato un faticoso diedro verticale, si raggiunge una forcella. In salita per le placche ruvide e soleggiate a sinistra, preso lo spigolo sud ed un breve tratto di cresta, si giunge alla Punta Fanes Sud ( m2980,ore 2, senza periodi di sosta obbligata).

Discesa: Seguendo le corde tese lungo le ruvide placche inclinate sul versante nordest, si raggiunge l’appicco verticale. In discesa per piccole cenge e salti verticali ben attrezzati per la parete in parte a strapiombo, si arriva alla Selletta Fanes ( m 2830, ore 0.30). A scivoloni nella ghiaia del ripido canalino si torna ai piedi della parete sud. Giunti alla Forcella Travenazes per il sentiero sv. 20 B, si scende per la pista sciistica col sv. 401 fino al Passo Falzarego (m2117, ore 1.30).

Gruppo Tofane

Il massiccio delle Tofane con i suoi “tremila” Tofana di Roces, Tofna di mezzo e Tofana di Dentro (anche Tofana I, II e III), forma il panorama occidentale della conca di Cortina d’ Ampezzo.
L’impervio versante ovest e nord del massiccio ricade nella selvaggi e romantica Val Travenanzes. Lungo il pendio boscoso vaggia e romantica Val Travenanzes. Lungo il pendio boscoso del versante sud, facilmente accessibile fino ai piedi delle pareti e il versante est, a monte di Cortina, degradante nelle rocce del Doss de Tofana, si trovando parecchie strade (di guerra) e sentieri segnati. Inoltre questa zona è stata attrezzata con impianti per lo sport invernale.

Punta Anna, m 2731 - Doss de Tofana, 2840 m

La Punta Anna è il primo contrafforte del massiccio della Tofana di Mezzo, sporgente a sudest. Come spalla rocciosa a sud delle Torri di Pomedes, ricadente in un erto spigolo, questa cima è di importanza secondaria, ma si è fatta un nome in seguito alla realizzazione della ferrata lungo l’affilato spigolo sud.

Il Doss de Tofana non è una cima, ma un costone roccioso sporgente ad est, presso le Torri di Pomedes, che delimita la conca detritica di Ra Valles e ricade in pareti verso Cortina. Sul costone del Doss de Tofana degradante verso nord, nei pressi della Forcella Ra Valles, si trova la seconda stazione intermedia della funivia alla Tofana di Mezzo. Per la stazione Ra Valles si accede in funivia agli impianti di risalita per lo sport invernale dell’omonima conca sotto la cima

Via Ferrata Giuseppe Olivieri

Con l’attacco a poca distanza dal Rifugio Pomedes, questa ferrata impegnativa ed esposta, attrezzata con sole corde fisse, raggiunta una forcella, si svolge per lo spigolo sud. Aggirando qualche salto per cenge sull’erta parete sudovest. La via porta per ottima roccia fino alla spalla sommitale. Il sentiero Olivierri, itinerario attrezzato meno spettacolare, serve come via di ritorno dal Doss de Tofana e Ra Valles al Rifugio Pomedes e Duca d’Aosta.

Caratteristiche: Questo percorso impegnativo e soddisfacente, impressionante, aereo e panoramico, fa parte delle più belle vie ferrate delle Dolomiti. Con traversata al Doss de Tofana e via di ritorno sul Sentiero Olivieri, si offre un itinerario di ferrata di proporzione ideali, molto raccomandabile.

Partenza: Dal Rifugio Duca d’Aosta (2098)
Totale: Salita 740 md, Discesa 740 md, Tempo occorrente ore 4.00

Accesso stradale: Deviando dalla strada del Passo Falzarego a monte di Pocol (cartelli), lungo il bosco per stretta strada asfaltata, al bivio a destra, per strada ghiaiosa al Rifugio Duca d’ Aosta (m 2098).

Accesso con impianto: In seggiovia al Rifugio Pomedes (m 2303).

Accesso al rifugio a piedi: Per il sentiero 405 sul pendio a sinistra (cartelli), oppure per la traccia lungo la pista sciistica, si sale al rifugio (m 2303)

Accesso alla ferrata: Un sentiero segnato in rosso (cartelli preso il rifugio) sale verso ovest per il ghiaione, passa da una stazione di sciovia e da uno spiazzo. Salendo poi in tornanti, porta ad un canalino sotto la parete est, nel ripido ghiaione si raggiunge l’attacco (m2450, ore .30, cartello per la ferrata).

Descrizione della ferrata: In ripida salita sulla parete est, per roccia ben gradinata, attrezzata con corda fissa ed una catena, poi per una cengetta obliqua a sinistra, si arriva ad un pulpito. Continuando per un ripido salto, si raggiunge una forcelletta sulla cresta all’inizio dello spigolo (m 2530).
Con l’aiuto delle corde fissate a brevi intervalli, si sale per l’affilato spigolo, a tratti molto ripido. Dopo passaggi esposti si traversa alla parete sudovest, per tornare poi ad un pulpito sullo spigolo (m 2690).
Dopo un’altra traversata in discesa a sinistra, si passa per un tratto non attrezzato, poi per gli ultimi gradoni, si raggiunge la spalla della Punta Anna (m 2731 , ore 1)

Continuazione al Doss de Tofana: Lungo il costone orizzontale, poi su sentiero a sinistra, per evitare alcuni spuntoni, ci si avvicina all’appicco sotto la parete gialla e strapiombante della Terza Torre di Pomedes. Al bivio (segnaletica per la discesa al Rifugio Cantore a sinistra), si prosegue a destra salendo per gradoni, fino ad una forcella (m 2780).

In salita sul versante sudest per una ripida rampa di placche attrezzate con corda fissa, poi per un diedro inclinato, infine in traversata per stretta cengia, si raggiunge una larga cengia orizzontale. Questa, non attrezzata , porta verso nordest fino ad una sporgenza, che si segue in salita a sinistra fino al Doss de Tofana (m 2840, ore 0.15, segnaletica per sentieri in salita e discesa. Da qui, volendo, si può continuare in salita per la Ferrata Gianni Aglio alla Tofana di Mezzo).

Discesa – Sentiero Giuseppe Olivieri: Si scende lungo il dosso detritico in direzione della stazione Ra Valles Sul sentiero segnato, fino alla deviazione del Sentiero Olivieri a destra (m2600 , cartello) nei pressi di un impianto di sciovia.
Traversando per rocce attrezzate verso sudest, si passa un canalino per raggiungere una forcelletta. La discesa prosegue sul versante est portando ad una sporgenza. Dopo un appicco con scala su continua per sentiero in tornanti fino al seguente salto sul pendio sudest. In esposta discesa (lunga scala con corda fissa), si raggiunge il pendio erboso, dove si segue il sentiero che porta verso sud. Attraversati due canaloni in discesa e risalita, si scende sotto strapiombi per un canalino attrezzato, fino al ghiaione ai piedi delle pareti (m 2340).
Il Sentiero scende verso sud, seguendo la pista sciistica a sinistra si torna al Rifugio Duca d’Aosta (m 2098, ore 1.45).

Descrizione della ferrata: La ferrata inizia sulla terrazza in legno del rifugio. I primi spuntoni della cresta vengono superati traversando sul versante nordest. Aggirando la poco appariscente Cima Nord. Le corde fisse portano poi in discesa a destra, con perdita di quota, alla stretta e severa forcella tra erti canaloni ricadenti sui due lat. 
Qui inizia la ripida salita che porta alla prima scala fissata presso un spigolo verticale.
Traversando poi a destra per cenge, si raggiunge il primo terrazzo detritico. Superato il secondo salto verticale per scale, si traversa a sinistra per terreno detritico meno ripido. Una breve fessura in lieve strapiombo, il passaggio chiave della via , richiede destrezza ed azione decisa. Si continua a sinistra per un altro tratto quasi pianeggiante de costone, poi in lieve discesa per una larga insellatura. Infine in salita per i gradoni dell’ultimo appicco, si raggiunge la destra sommitale e la cima del Cristallo di Mezzo ( m 3154, ore 1.45, pulpito panoramico sporgente a sud).

Discesa: Per la via di salita al Rifugio Lorenzi ( 2932m, ore 1.30)

Gruppo Cristallo

Con le sue alte e frastagliate pareti sovrastani la larga muraglia del Pomagagnon, il Gruppo Cristallo forma il panorama sul versante nord e nordest della conca alpina di Cortina d’Ampezzo. Questo massiccio montuoso con cime oltre i tremila metri si presenta impervio su tutti i suoi versanti.
La Ferrata Marino Bianchi e il Sentiero Attrezzato Ivano Dibona, che partono dalla forcella in alta quota e portano rispettivamente al Cristallo di Mezzo e al Cristallino d’Ampezzo, sono stati realizzati su vie di guerra.

Cristallo di Mezzo , 3154 m

Specialmente visto dal versante nord, ma anche da Cortina, il Cristallo di Mezzo, affiancato ad ovest al massiccio del Monte Cristallo, si presenta come montagna gemella, di poco più bassa. La scalata del Monte Cristallo, cima principale del gruppo, dopo una lunga e faticosa via di accesso, si svolge per una breve via in roccia (II°). Chi raggiunge il dosso sommatale di questa superba cima vi può godere una sosta solitaria e indisturbata.

Via Ferrata Marino Bianchi

La Ferrata Marino Bianchi, attrezzata con corde fisse ed alcuni tratti di scale in ferro, segue per il vecchio itinerario di guerra lungo la cresta nordovest. Il tracciato piuttosto breve supera un modesto dislivello.
Partendo dalla forcella Staunies, accessibile con impianti, questa via non molto difficile può essere percorsa in combinazione con la salita al Cristallino d’Ampezzo.

Caratteristiche: La via breve e ben attrezzata ha un percorso interessante e vario per forcelle, cenge, terrazzi detritici ed appicchi della cresta. I salti di roccia gialla, verticale e in parte strapiombante sono attrezzati con lunghe scale in ferro.

Partenza: Della Forcella Staunies
Totale: Salita 240 md, Discesa 240 md, Tempo occorrente ore 3.15

Accesso stradale: Da Cortina d’Ampezzo per la strada la Passo Tre Croci fino all’albergo Capanna Rio Gere, presso la stazione a valle della Seggiovia Sonforca (m 1698 , parcheggio).

Accesso con impianto: In seggiovia al Rifugio Sonforca (m 2215) e in cabinovia alla Forcella Staunies

Accesso al rifugio: Dalla stazione a monte un breve sentiero porta al Rifugio Guido Lorenzi. Il piccolo rifugio si trova in posizione panoramica sulla cresta nordovest della Cima di Mezzo, poco al di sopra della Forcella Staunies.

Descrizione della ferrata: La ferrata inizia sulla terrazza in legno del rifugio. I primi spuntoni della cresta vengono superati traversando sul versante nordest. Aggirando la poco appariscente Cima Nord. Le corde fisse portano poi in discesa a destra, con perdita di quota, alla stretta e severa forcella tra erti canaloni ricadenti sui due lati. Qui inizia la ripida salita che porta alla prima scala fissata presso un spigolo verticale.

Traversando poi a destra per cenge, si raggiunge il primo terrazzo detritico. Superato il secondo salto verticale per scale, si traversa a sinistra per terreno detritico meno ripido. Una breve fessura in lieve strapiombo, il passaggio chiave della via , richiede destrezza ed azione decisa. Si continua a sinistra per un altro tratto quasi pianeggiante de costone, poi in lieve discesa per una larga insellatura. Infine in salita per i gradoni dell’ultimo appicco, si raggiunge la destra sommitale e la cima del Cristallo di Mezzo ( m 3154, ore 1.45, pulpito panoramico sporgente a sud).

Discesa: Per la via di salita al Rifugio Lorenzi ( 2932m, ore 1.30)